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Video sulle rondini (in dialetto "zirighe") impegnate in una "acrobatica" pulizia mattutina sul filo del telefono

Lach dei Negher 12 luglio 2015 e 6 luglio 2014: si osservino le differenze

Si osservi la differenza tra l'immagine del Lach dei Negher di quest'anno e di quella di un anno fa.  Durante la prima settimana di luglio del 2014 la neve ghiacciata occupava ancora buona parte della sua superficie.  Quest'anno, con le temperature alte, è difficile ritrovare la stessa situazione anche perché la quantità di neve caduta durante l'inverno è stata notevolmente inferiore a quella di un anno fa.                                           Lach dei Negher   - 12 luglio 2015                                             ...

Breve reportage sul vento forte in Valle di Gares (Canale d'Agordo) nella notte del 9 gennaio 2015

Link al breve reportage sul vento forte in Valle di Gares (Canale d'Agordo) nella notte del 9 gennaio 2015 Una volta aperto il link, per ingrandire  l'articolo, cliccare al centro della pagina, compare il pulsante "click to read". Cliccare sul pulsante e l'articolo sarà ingrandito  con la possibilità di sfogliarne le pagine.

Sei bellunesi alla maratona di Tokio (marzo 2015)

Agordino – Per  sei bellunesi, dei quali quattro  agordini, è diventato realtà il sogno di completare tutte e sei le “Marathon  Majors”, le sei più importanti maratone del mondo (Berlino, Boston, Chicago, Londra, New York e Tokyo). Non è cosa da poco quello che sono riusciti  a realizzare Gabriele Toffoli, Marina Savio, Marco Savio, Gabriele Riva, Michele De Paris e Attilio Bertagno, un gruppo di amici legati dalla comune passione per la corsa sulle lunghe distanze che li ha visti tagliare il traguardo della più recente major, la decima edizione della maratona di Tokio, disputata nella metropoli giapponese domenica 22 febbraio. Con loro anche Vittorio Laveder, il più giovane della compagnia alla seconda major, dopo quella di Boston, che ha fatto segnare il tempo migliore del gruppo. Già arrivare a prendere parte  ad una maratona di questo livello è una soddisfazione  se si pensa alle selezioni che vengono fatte a monte che hanno “ridotto”, si fa per dire, ...

Ricordi di guerra: lampi sul Col di Lana (dicembre 2014)

I ricordi di guerra sono legati a chi li ha vissuti in prima persona. Riguardo alla prima guerra mondiale, essendo assai difficile riuscire a trovare ancora qualcuno in vita in grado di riportare alla memoria episodi legati a quel periodo, bisogna fare affidamento ai racconti orali fortunatamente trascritti. È il caso dei combattimenti e degli scoppi che avvenivano sul Col di Lana nel corso dei primi anni del conflitto narrati da Gemma Manfroi nata nel 1908 a Cencenighe nella frazione di Camp, quinta di dieci figli di Teodoro Manfroi (M ό ter) e di Maria Fontanive. Una famiglia dedita all'allevamento e ai lavori agricoli come del resto la gran parte della popolazione. Al padre Teodoro, (gennaio 1869 – gennaio 1947), originario della frazione di Fòch, sembra non difettasse l'intraprendenza. Emigrato per qualche anno in Argentina sul finire dell'Ottocento e in Galizia, la più settentrionale delle province dell'Impero Austro-Ungarico, una volta tornato in paese, ...

A grande richiesta: "C'era una volta Collaz" (gennaio 2014)

Cencenighe – C'era una volta la frazione di Collaz. C'era, perché, pur esistendo ancora gli edifici, una decina in tutto, non è più stabilmente abitata. Eppure la frazione situata a 1031 metri sul livello del mare, su una balza naturale del versante del Pelsa, contò anche un centinaio di abitanti. Di fronte, al di là della valle attraversata dal Cordevole, le propaggini boscose più settentrionali del Monte Anime che gradualmente lascia posto al Piz Croce. Alle spalle la scarpata di “Pradét” e più in alto le pareti del Pelsa con la “Pena del sedèl”, lo spuntone di roccia che ricorda nella forma lo sgabello usato per mungere. Documentato fin dal 1558 come area prativa, Collaz era il domicilio di alcuni ceppi familiari come quelli dei “Roci”, “Bodét”, “Nocol”, “Pate”. Gente abituata a convivere con la natura del luogo come tutti quelli delle frazioni alte, distanti dal centro come loro dediti ad attività legate all'agricoltura e all'allevamento i cui capifamiglia ...

Ricordi del maestro Giuseppe Luchetta raccolti in un libro (luglio 2014)

Vallada Agordina – È di recente pubblicazione il libro “Da Vallada alle battaglie dell'Africa Settentrionale alla regione del Punjab in India” che raccoglie le memorie di Giuseppe Luchetta di Vallada Agordina, "el maestro Bepi" (1914-2010), curate dal figlio Claudio A. Luchetta e incentrate sui sette anni trascorsi come soldato e prigioniero di guerra in una regione nord-occidentale dell'India. "L'idea di scrivere i racconti di nostro padre ancora nata qualche anno fa quando lui vigoroso nella vita in Val Biois, nelle lezioni di storia in classe o nelle serate tranquille in casa, a volte parlava di guerra e di prigionia vissute in tanti anni di lontananza continuativa dal suo paese", ha scritto l'autore nell'introduzione. Nelle prime pagine viene ripercorsa la vita della famiglia Luchetta impegnata nei lavori di falegnameria e segheria presso quello che veniva chiamato " el Fabrìch" di Celat che lavorò a pieno regime per l'...